lunedì 23 maggio 2011

Lessico familiare

Nella famiglia del mio nonno materno c'era la tendenza molto forte a creare un lessico familiare, che è in buona parte giunto e utilizzato anche da me e che in casa abbiamo involntariamente conservato l'abitudine ad arricchire, si va dalla frase celebre a frasi attribute a parenti vari come "non si potebbe rimandare a domani" detto da non so quale zio mentre tutti erano già ponti a partire, dalla citazione in latino "oportet studuisse non studere" alle canzoncine composte da mio nonno e i suoi fratelli su pezzi di musica classica,poi ci sono gli aneddoti dei referti giudiziari: "il folle vecchio, forse attratto dal miraggio di una vita migliore, si è buttato sotto la macchina" a detti del sud come "falle come vuoi sempre cucuzze restano".
A queste si aggiungono le frasi di mia mamma per incitarci allo studio: "un piccolo sforzo", "si può fare di più", e i sempre verdi "sarò breve" e "grazie, grazie davvero" di mio fratello, e le espressioni vaghe dell'altro fratello, che alla domanda cosa fai risponde immancabilmente: "un po' di questo un po' di quello, faccio cose.."
Per questo mi ritrovo ad usare spesso espressioni per descrivere cose o situazioni prive di senso per chi non ne conosce il significato.
Oltre a questo si sommano via via nel mio lessico espressioni tipiche delle persone che frequento e mi ritrovo a dire "ciio" invece di ciao, a dire "mestizia",e ultimamente a essere sempre "stizzita" quando qualcosa non va, a fare "le secche" (o le grasse!).
In definitiva trovo affascinante come si modifichi e ampli continuamente e involontariamente il nostro lessico, e amo molto le citazioni :)

4 commenti:

  1. ecco, però se non fai nemmeno un esempiuccio mi sento preso in giro, come quando uno comincia raccontandoti una sua mirabolante esperienza e poi conclude con "guarda, non puoi capire, è stato incredibile" senza però averti detto nulla nel mezzo.

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  2. a me spesso capita di usare qualche espressione particolare, che a me suona assolutamente normale ma che ha come effetto quello di rendermi oggetto di sguardi interrogativi (ma un interrogativo non interessato o curioso...proprio tipo "ma che sta a di' questa squinternata?"), specialmente da Massi (strano)...quindi tutte le volte che uso un modo di dire poi chiedo "si dice vero? Non è linguaggio Paolettiano?". Comunque dai, sì, vogliamo gli esempi, vogliamo gli esempi!!! XP Tipo, io dico "ignorante da uva"...ma solo perchè un giorno mio padre si è alzato e ha pensato che suonasse bene, per anni ha continuato a usarlo e mi ha infettato :'(

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  3. modificato il post mettendo un po' di esmpi (che poi era la mia idea originale, ma non so perchè poi scrivendolo non gli ho messi..)
    devo ricordarmi di chiedere a mia nonna il quaderno dove avevamo riscritto le citazioni familiari che ricordavamo (e la loro origine, sepre che ci fosse qualcuno che se la ricordava..)

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